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Occorre definire la struttura in cui Formarome dovrà esporre i dati prelevati dalle altre banche dati.
E’ necessario farlo prima possibile perché il DB dei metadati dovrà specificare non solo da dove vanno presi ma anche dove vanno messi con aggregamenti ecc…
La discriminante principale è che deve trattarsi di beni culturali immobili georeferenziabili o di beni mobili, documenti, foto ecc.. collegabili ad un bene immobile e georeferenziabile.
E’ questo il primo filtro nell’ estrazione, ma una volta definito l’ insieme di dati quale è l’architettura migliore? Gli standard hanno poco significato nel nostro caso, infatti riguardano i fornitori di dati cioè i gestori delle banche dati di origine (SIMART, Capitolini.net gregoriano ecc…) sono loro i “proprietari” e gestori del dato, certo possiamo adottare lo standard CIDOC o Dublin Core, ma si tratta di standard catalografici mentre Formaroma non è un sistema di catalogazione, ma di raccolta e valutazione di informazioni, quindi non solo deve essere meno rigoroso ma anche più agile e smart.
Faccio qui una proposta su come strutturare l’ informazione del focus della nostra banca dati cioè del bene immobile georiferito; propongo di distribuire i dati che si riuscirà ad estrarre in blocchi omogenei per argomento, quasi dei capitoli di una scheda virtuale:
1. Identità
2. Ubicazione
3. Descrizione
4. Gestione
5. Correlazione
Come vedete sono pochi e tali debbono restare per una gestione da big-data agile e intuitiva, è pensabile che una delle uscite di formaromae (quella più elementare e al livello 0 della policy cioè fornita senza identificare l’ utente) abbia solo 5 campi corrispondenti all’ elenchetto sopra in cui viene riversato tutto quanto attinente all’ argomento.
Vado però a dettagliare per ciascuno che tipo di informazioni debbono essere instradate e nel caso distinte in ciascun Item.
1- Identità
• Tutti gli identificativi (UID o GUID) dei sistemi che hanno quell’ oggetto
• Tutti i nomi assunti dall’ oggetto
• Gli estremi catastali
• I numeri di matricola patrimoniali
• Tutte le forme geometriche presenti nei gis di origine (punti, linee, poligoni)
• Tutte le catalogazioni tipologiche, anche complesse (edilizie, monumentali ecc.) attribuite dall’ oggetto
• Ecc..
2– Ubicazione
• Insieme di coordinate spaziali
• Indirizzi
• Perimetri
• Forma geometrica adottata da formaromae
• Ecc.
3- Descrizione
• Tutte le descrizioni
• Le articolazioni in parti individuabili o schedate a parte
• Tutti i dettagli descrittivi quali materia e tecnica
• Tutti gli stati di conservazione
• Le datazioni
• L’ uso attuale
• Ecc..
4- Gestione
• Proprietà
• Storia della proprietà
• Stato giuridico
• Uffici competenti
• Autori delle schedature
• Restauri passati
• Criticità di conservazione
• Accessibilità e orari di visita
• Vincolistica
• Riusi storici
• Progetti di valorizzazione
• Ecc…
5- Correlazione
• Relazioni con altri oggetti georeferenzabili fuori dal campo di Formaromae
• Relazioni con beni culturali immobili georiferiti
• Sfondi cartografici in cui è individuabile
• Relazioni con complessi di cui è parte
• Parti che compongono il bene schedate separatamente
• Documenti che hanno relazione con il bene
• Disegni e rilevi che hanno relazione con il bene
• Immagini che hanno relazione con il bene
• Bibliografia che ha relazione con il bene
• Progetti che hanno relazione con il bene
• Beni mobili che hanno relazioni con il bene
• Eventi che hanno relazione con il bene
• Ecc…
Avrete notato che tutti gli elenchi finiscono con ecc…. perché la mia è solo una proposta che a questo stadio non può essere esaustiva, è basata sulla mia esperienza di cosa si potrebbe trovare nelle banche dati alla fonte, ma proprio per questo è il caso che mettiamo insieme tutte le nostre esperienze, quello che per me è importante è sapere se una organizzazione simile secondo voi è funzionale e fattibile.
Stavolta mi aspetto davvero dei commenti………….