Cartografie del webgis

Componentistica · 1 messaggi · primo messaggio 18/11/2019 15:29

luca

18/11/2019 15:29 · messaggio #33

L’ architettura funzionale di Formaromae non solo è già definita, ma le componenti sono state inizializzate da DXC come container nel sistema e quindi Almaviva può procedere per la parte di sua competenza a riversare le cartografie che Formaromae mostrerà.
Vi ricordo che le componenti cartografiche saranno due:
• un server dati postgis in cui saranno allocate tutte le cartografie persistenti (tipicamente quelle della Sovraintendenza o comunque elaborate dalla sovraintendenza, siano esse raster o vettoriali) e tutti gli oggetti geografici gestiti dalla Sovraintendenza
• Un geoserver che attingerà ai dati persistenti in postgis e agli altri dati “volatili” forniti dalla NIC dal Sitar ecc… e li rilancerà sotto forma di microweservices geografici (WMS WFS ecc….)
Il Geoserver sarà anche la fonte di backoffice che alimenterà i Frame cartografici di Forma Rome fruibili via web.
Propongo quindi di partire da questa esigenza “pubblica” per organizzare e fornire priorità al lavoro di Almaviva. Nell’ ultima riunione con DXC avevamo ipotizzato che il frame geografico (la mappa) sarebbe stato un carousel di 3 mappe webgis che l’ utente potesse scegliere semplicemente fermandolo facendolo diventare il suo scenario di riferimento geografico. In prima istanza quindi l’ utente si troverà a scegliere tra 3 scenari sia per le funzioni di ricerca che per quelle di visualizzazione della ricerca ciascuno formato da due soli layer. Ovviamente ciascuno dei 3 scenari potrà poi essere complicato dal caricamento di altri layer e sfondi a seconda dei privilegi dell’ utente fino ad ottenere il mix di layer desiderato combinando tra loro i vari layer offerti in catalogo da geoserver.
Ma tornando ai 3 scenari dovrebbero contenere
• Il primo la Roma Attuale e gli oggetti geografici di Formaromae
• Il secondo la Roma dell’ 800 (catasto gregoriano) e gli oggetti geografici di Formaromae
• Il terzo la Roma del 700 (nolli + carta del censo) e gli oggetti geografici di Formaromae
Per tutti e tre gli scenari è necessario il layer che ho chiamato “oggetti geografici di Formaromae” esso va normalizzato, controllato nella sua proiezione, corerenza e consistenza. In esso debbono necessariamente confluire tutti gli oggetti della carta dell’ Agro Romano, della Carta per la qualità, del SIMART (forse con un colore diverso anche quelli del SITAR se la Soprintendenza di stato lo riterrà opportuno). E’ questo quindi il primo compito di Almaviva, agevolato peraltro dal fatto che gli oggetti della carta dell’ Agro Romano e della Carta per la qualità sono già in un’ unica istanza postgis nel server 10.144.12.168.
Ma se per il primo scenario siamo completamente supportati dalla NIC per il secondo abbiamo solo i dati di Descriptio Romae per il centro storico e dei raster non georiferiti del catasto gregoriano per il suburbio, ecco quindi il secondo compito di Almaviva, rendere uniforme e coerente lo sfondo.
Per il terzo scenario dovremmo avere il centro storico vettoriale del sito di Travaglini (ex Croma) probabilmente disponibile anche come servizio WMS WFS e per il suburbio dei raster georiferiti della carta del censo da verificare.
Credo che sulla base di queste riflessioni possiamo buttare giù un primo programma operativo per Almaviva.
Successivamente dovremo occuparci di set di dati omogenei come la Fur di Lanciani le serie storiche degli IGM, il NCU, la carta del rischio e la toponomastica storica e attuale.

← Torna all’indice